scuola di
taichi chuan
POSSIAMO ESSERE LONTANI MILLE MIGLIA E INCONTRARCI PERCHé TRA NOI C’È, POSSIAMO ESSERE GLI UNI DI FRONTE AGLI ALTRI E NON CONOSCERCI MAI PERCHé NON C’È TRA NOI.

il termine che dà nome all’Associazione significa "incontro voluto dal destino". Incontro fra culture, persone e discipline.

CORSI A Gallarate, Busto Arsizio, Varese, Gornate Olona, Daverio e Tradate

In ciascuna palestra si tengono corsi di Tai Chi Chuan stile Chang, Tui Shou e Qi Gong. Il Maestro inserisce i nuovi allievi nel corso di Tai Chi a loro più adeguato e stabilisce, per ognuno, il momento e le modalità del passaggio dall’apprendimento del Tai Chi a quello delle altre discipline.

L’insegnamento viene impartito alla maniera cinese, senza una strutturazione a “livelli”. Se gli allievi sono molto numerosi e ripartiti in più gruppi, il Maestro viene affiancato nell’insegnamento da tecnici qualificati, sempre nel rispetto della crescita autonoma e dell’aiuto reciproco.

Oltre ai corsi, l'Associazione organizza incontri didattico-formativi a cui talvolta sono chiamati a partecipare esperti di diverse discipline.

GALLARATE

giovedi

19:00-20:00

20:00-21:00

21:00-22:00

scuola elementare Don Milani

ingresso da via Gramsci angolo via Gasparotto

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BUSTO ARSIZIO

VENERDI

20:00-21:00

21:00-22:00

Scuola primaria e secondaria Sandro Pertini

Via Gioacchino Rossini, 115

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VARESE

MERCOLEDI

20:30-21:30

scuola primaria Giovanni Pascoli

viale Ippodromo, 28

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TRADATE

LUNEDI

21:00-22:00

scuola primaria Rosmini

via Carlo Rossini, 45

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GORNATE OLONA

MARTEDI

18:30-19:30

19:00-20:00

sala civica

via Galizia, 1

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DAVERIO

MERCOLEDI

9:30-10:30

Palazzina della Cultura

via Giuseppe Verdi, 13

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Il Maestro Jiang Yi è a disposizione di chiunque desideri informazioni sulla pratica, la filosofia e i benefici del Tai Chi e sui corsi organizzati dall’Associazione. In alternativa, è possibile scrivere all'Associazione compilando il modulo di contatto.

333 398 3638

YUAN è un’Associazione Sportiva Dilettantistica con sede a Gallarate (VA). Il suo scopo è l’apprendimento, la pratica e la divulgazione del Tai Chi Chuan e di altre arti orientali tramite corsi e seminari organizzati in varie sedi: Gallarate, Busto Arsizio, Varese, Vedano Olona, Daverio e Venegono Superiore.

L’apprendimento del Tai Chi Chuan richiede tempo, perseveranza e pazienza. La soddisfazione che se ne ricava, i risultati che via via si conseguono e il continuo miglioramento dell’equilibrio e del benessere psico-fisico, inducono chi lo pratica a un’appassionante e continua ricerca di perfezionamento.

YUAN è un’Associazione Sportiva Dilettantistica con sede a Gallarate (VA). Il suo scopo è l’apprendimento, la pratica e la divulgazione del Tai Chi Chuan e di altre arti orientali tramite corsi e seminari organizzati in varie sedi: Gallarate, Busto Arsizio, Varese, Vedano Olona, Daverio e Venegono Superiore.

L’apprendimento del Tai Chi Chuan richiede tempo, perseveranza e pazienza. La soddisfazione che se ne ricava, i risultati che via via si conseguono e il continuo miglioramento dell’equilibrio e del benessere psico-fisico, inducono chi lo pratica a un’appassionante e continua ricerca di perfezionamento.

CONVERSAZIONE CON IL MAESTRO JIANG YI

Il maestro

Jiang Yi è nato a Shanghai il 6 agosto 1971. Allievo di Fan Su Fen, pratica il Tai Chi Chuan fin da bambino. Si è trasferito in Italia nel 2000, da allora insegna Tai Chi Chuan.

Perché hai iniziato a praticare il Tai Chi Chuan?

I miei genitori mi hanno spinto a praticarlo per rafforzare il mio sistema immunitario, che era molto debole. Mi mandavano tutte le mattine in un parco dove lo praticava tantissima gente di tutte le età, dai bambini agli anziani. Lì ho imparato.

Inizialmente lo facevo perché “dovevo” farlo, mi era indifferente. Poi, dopo alcuni anni, mi sono accorto che qualcosa nella mia salute era cambiato: mentre prima bastava poco perché mi ammalassi, ero diventato più forte e resistente. Ho semplicemente collegato le due cose e capito che il Tai Chi Chuan funzionava.

Da allora non ho mai più smesso di praticarlo. Oltre al Tai Chi Chuan pratico Chi Gong e Tui Shou.

Così sei diventato un maestro?

Il “maestro” non esiste senza allievi. Io sono un “maestro” perché gli allievi mi chiamano così. Non mi sento più importante di loro, non sarei niente senza di loro. Una cosa è preziosa solo se viene richiesta. Posso spiegarlo meglio dicendo che io rimarrò sempre allievo, non sono un maestro, sono solo un “vecchio allievo”.

Uno può essere bravissimo nella tecnica, ma non essere considerato un maestro. Essere rispettato dagli allievi non dipende solo dalla bravura con cui insegni il Tai Chi, ma anche da come sei, da che persona sei, dal rapporto che hai con gli allievi e da come sai mantenerlo.

Per l’Associazione hai scelto il nome “Yuan”, che significa “Incontro voluto dal destino”. Perché?

Cominciamo dal simbolo del Tao nel logo dell’Associazione. Questo simbolo, importantissimo nel mondo e nella filosofia orientali, è molto potente, e può spiegare qualsiasi cosa. È la mia radice filosofica. “Yuan”, che significa appunto “Incontro voluto dal destino”, per me ha molti significati.

Significa l’incontro tra me e il Tai Chi Chuan. Significa l’incontro con le altre persone: le persone si incontrano sempre per un motivo. Il Tai Chi Chuan mi fa stare bene e continuo a praticarlo. Tra me e i miei allievi c’è Yuan. Anche con quelli che non vengono più a lezione c’è Yuan. Anche con quelli che non sono ancora venuti a lezione, c’è Yuan. È scattato qualcosa, è Yuan. Nascerà qualcosa, anche se non si può sapere cosa; questo è Yuan.

E poi c’è l’incontro tra culture: la tua cultura, quella nella quale sei cresciuto, e la nostra, quella che hai scelto di incontrare studiando l’Italiano in Cina e poi venendo in Italia.

Per me è stato importante studiare, mentre ero in Cina, la lingua e la cultura italiane. Da quando sono arrivato in Italia, naturalmente, ho imparato tantissimo di più. Ogni cultura ha una storia, una filosofia, radicata nel luogo dove è nata, ha sempre delle ragioni ed è da rispettare e ripensare. Vorrei che lo spirito dell’Associazione riflettesse questo rispetto nell’incontrarsi.

Talvolta chi si accosta alla filosofia orientale la abbraccia in modo assoluto, cancellando le proprie radici culturali, filosofiche.

Non condivido questo atteggiamento. Le persone vogliono “il meglio”, “la filosofia migliore”. Io non mi chiedo mai “cosa è migliore”, se è migliore la mia cultura e la mia filosofia, o la vostra. In questo mondo niente è “migliore”, tutto ha cose positive e allo stesso tempo cose negative. Secondo me bisogna conoscere di tutto e cercare di capire le ragioni di ogni cosa. In questo modo si è più sereni.

In che senso “sereni”?

Nelle cose che accadono c’è sempre il positivo e il negativo. Una vita senza problemi non esiste, non è possibile. Conoscere le cose serve per capire come affrontarle, come comportarsi: prepararsi per affrontare ciò che ci capita. Per farlo, tutto serve: io ho imparato molto anche dal modo di pensare occidentale. Anzi, posso dire che in fondo non c’è poi molta differenza. La differenza maggiore sta nel modo di parlare, di descrivere.

Quando insegni Tai Chi Chuan spesso spieghi quella che noi chiamiamo “teoria”. In che modo la teoria si unisce alla pratica?

Proprio nel modo in cui spiego si vedono le radici del pensiero nel quale sono cresciuto. Ad esempio uso molte immagini tratte dal mondo naturale. È diverso dire “dovete essere stabili sulle gambe” e dire “dovete essere come un albero”. Questa immagine è immediata, l’allievo la “sente” senza bisogno di usare il cervello, e praticando, allenandosi, la applica, raggiungendo così lo scopo: essere stabile come un albero, con le sue radici.

Nel caso del Tai Chi, come delle arti marziali, si parla di “arti orientali”.

Nella parola “arte” non c’è solo la tecnica, ma anche una parte di mistero. “Arte” comprende il corpo, la mente, l’energia e la filosofia. Praticando un’arte si dà vita a qualcosa, si mette passione, emozione, interiorità. Anche per questo è una pratica individuale, diversa per ciascuno di noi, dove la tecnica, le basi, le cose che si fanno e si imparano dal maestro diventano meno importanti di “come” si fanno. Io cerco di aiutare ciascun allievo a trovare il suo modo di fare Tai Chi. In questo, sono al servizio dei miei allievi.

UN INVISIBILE FILO ROSSO UNISCE COLORO CHE SONO DESTINATI AD INCONTRARSI, A PRESCINDERE DAL MOMENTO, DAL LUOGO O DALLE CIRCOSTANZE. IL FILO PUÒ ALLUNGARSI O ATTORCIGLIARSI MA NON SI ROMPE MAI.

tai chi chuan

Il Tai Chi Chuan è allo stesso tempo un’arte marziale di autodifesa raffinata ed efficace, una forma di meditazione in movimento e una ginnastica medica.

Attraverso i suoi movimenti lenti, dolci e ponderati, permette di raggiungere e mantenere il benessere fisico e psichico, la concentrazione, la consapevolezza; è definito «pratica di lunga vita» poiché apporta equilibrio, energia e nuova forza vitale.

Il Tai Chi Chuan rafforza il sistema immunitario e aiuta il nostro fisico. Il principio su cui si basa è quello della forza interiore, dell’energia, che attraverso la pratica arriva all’esterno, ai muscoli e ai tendini.

Diversamente dalla maggior parte delle arti marziali e attività sportive, può essere praticato a qualsiasi età e non necessita di un allenamento o di caratteristiche fisiche e attitudini particolari.

Lo studio del Tai Chi Chuan non è legato solamente al movimento fisico ma anche a una filosofia che affonda le proprie radici in antichissime tradizioni del pensiero, tra le quali il Taoismo. Nella sequenza di movimenti – la cosiddetta “forma” – del Tai Chi Chuan, ogni movimento esprime l’alternarsi di Yin e Yang, il vuoto e il pieno, le due forze che governano l’universo. L’armonia è il frutto dello stato di equilibrio dinamico tra queste due forze.

lo stile chang

In Cina nei secoli sono nati e si sono sviluppati centinaia di stili di Tai Chi Chuan. I più diffusi, in Cina e nel mondo, sono sei, i più praticati sono lo stile Yang e lo stile Chen. Lo stile praticato presso l’Associazione Yuan si colloca per così dire a metà strada tra questi due. Si chiama stile Chang.

La pratica di questo stile consiste nell’esecuzione di una sequenza di 108 movimenti, la “forma” attualmente insegnata in Cina dalla maestra Fan Su Fen, ex membro dell’Istituto di Kung Fu di Pechino.

la pratica del tai chi con l'associazione yuan

Presso l’Associazione Yuan la “forma” dello stile Chang viene appresa gradualmente e costantemente perfezionata sotto la guida del maestro Jiang Yi di nazionalità cinese.

Perché un allievo inizi ad avvertire i benefici del Tai Chi non è necessario saper eseguire la sequenza completa. In questo tipo di pratica non conta da quanti anni si frequentano le lezioni o dove “si è arrivati”. Per questo, presso Yuan non sono previsti “esami”, premi, gradi o livelli. Secondo la filosofia che vi viene praticata, il Tai Chi Chuan dev’essere qualcosa di vivo, non di rigido, non è un lavoro, né una gara.

Oltre al Tai Chi, presso Yuan si praticano il Tui Shou e il Chi Kung, considerati come il naturale proseguimento di un ciclo di apprendimento che inizia con il Tai Chi e la pratica della sequenza di 108 movimenti.

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